Dietro le quinte di un marchio che è sinonimo di qualità e programmazione strategica per fare il punto su situazione e trend dell’aftermarket
Introdurre i clienti nel cuore dell’organizzazione quotidiana dell’azienda, per far vedere in presa diretta come nascono la qualità dei ricambi e la capacità di servizio febi: è l’obiettivo con cui è stata organizzata la due giorni che lo scorso fine febbraio ha portato trenta tra titolari e top manager delle società di distribuzione partner di febi in Italia a Ennepetal, nel distretto industriale della Ruhr. Qui ha il suo quartier generale l’azienda tedesca che produce e distribuisce all’aftermarket indipendente ricambi per autovetture e veicoli industriali.
I partner hanno incontrato il management e i responsabili tecnici dei centri nevralgici a cui è affidata l’eccellenza dei ricambi febi: lo stabilimento per la produzione interna; il Centro per il controllo della qualità, con il suo avanzatissimo laboratorio metrologico; il Centro di sviluppo dove vengono costantemente monitorati i dati che arrivano dal mercato della riparazione. Particolare attenzione ha destato il Centro logistico completamente automatizzato, che con i suoi 34mila metri quadri di magazzino a camere alte garantisce la piena e costante disponibilità degli oltre 20.000 articoli della gamma.
Nel corso della visita Emanuela Perino, amministratore delegato di febi Italia, ha illustrato i dati che fotografano la realtà dell’azienda. Con oltre 1000 dipendenti e un fatturato 2011 di 395 milioni di euro il gruppo cresce a ritmi elevati da oltre 15 anni e si pone come uno dei marchi leader a livello mondiale dell’aftermarket indipendente.
La visita è stata occasione per una approfondita riflessione sulla situazione dell'aftermarket europeo. Ulrich Wiedemuth, direttore vendite del gruppo, ha esaminato i trend che ne stanno profondamente modificando la struttura.
I protagonisti sono quelli di sempre, ma cambiano relazioni e rapporti di forza. Rovesciando per una volta la prospettiva l’analisi parte dal cliente finale dell’aftermarket, quell’automobilista che sembra avere sempre più potere di decidere dove spendere il suo budget, spesso ridotto. Due i fatti a riprova. Il primo: i negozi web business to consumer sono il canale di distribuzione in maggiore crescita, un elemento di futuro di cui non è possibile arrestare lo sviluppo. Il secondo: la legislazione più recente, come la legge BER, procede decisamente verso la liberalizzazione, lasciando all’automobilista una sostanziale facoltà di scelta sull’officina a cui rivolgersi e i ricambi da utilizzare.
Ma affinché il mare di opportunità non si trasformi in una selva in cui perdersi, gli automobilisti devono poter contare su informazioni e orientamento: dove trovare una qualità di ricambi pari a quella degli originali, dove il prezzo più competitivo, dove i professionisti più qualificati?
Se è facile prevedere che la navigazione sul web, le associazioni di automobilisti, le compagnie di assicurazione e le società di leasing saranno punti di riferimento e opinion leader per le scelte degli automobilisti, altrettanto evidente è il vantaggio per le officine indipendenti di presentarsi sotto l’egida di un marchio riconoscibile e riconosciuto come garanzia di qualità, competenza e competitività.
Ecco l’importanza di affiliarsi ai "programmi per officine" promossi da consorzi nazionali e internazionali. Riunendo i più importanti grossisti e attori della filiera della distribuzione. questi programmi sono davvero in grado di creare valore per i clienti finali e flussi di clienti per l’officina. Perché non bisogna dimenticare che rispetto al passato le auto rimangono in officina per meno tempo e c’è quindi bisogno di un numero sempre maggiore di clienti per garantire il pieno sfruttamento della capacità produttiva.
I processi di cooperazione e di concentrazione stanno interessando l’aftermarket indipendente a tutti i livelli, favoriti quando non resi indispensabili dall’’intensità e dagli elevati livelli di concorrenza, non soltanto tra i protagonisti dell’IAM, ma anche nei confronti delle case automobilistiche, dato il loro deciso interesse e le loro politiche aggressive nel business del mercato dei ricambi.
Per i produttori di ricambi il teatro della competizione è internazionale e le sfide per la competitività sono rappresentate soprattutto dalla necessità di sostenere l‘innovazione tecnologica. La difesa dell‘ambiente e l’impiego di carburanti alternativi non sono più solo richieste poste dalla legislazione, ma sollecitazioni che provengono direttamente dal mercato.
Le tecnologie ibride, i biocarburanti della seconda generazione, le vetture elettriche profilano uno scenario in cui il know-how tecnico sarà più importante dei prodotti. L'aftermarket automotive cambierà, con il primato della meccatronica sulla meccanica, con l’esigenza di nuove professionalità e di nuove attrezzature per officina, con l’affermarsi di nuovi produttori di auto e ricambi, con nuove proposte di servizio e nuovi canali di distribuzione.
“Struttura, dimensione e capacità di innovare saranno sempre più fattori chiave nell’evoluzione del nostro settore”, ha concluso Ulrich Wiedemuth, “e sono elementi che non si improvvisano dall’oggi al domani. Febi è da sempre in prima linea nell’interpretare il cambiamento e nel proporre soluzioni che lo favoriscano. Per questo pensiamo di poter assicurare ai nostri partner di oggi un posto di primo piano anche nel futuro”.